“Dipenda da Noi – Idee e azioni di solidarietà intelligente in un’economia globale”

è l’ultima fatica del nostro caro amico Adriano Sella, edito da San Paolo.

Pubblichiamo la lettera di presentazione che ha recapitato alla Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita:

Cari e care della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita,

vi comunico che è appena stato pubblicato, dall’editrice San Paolo, il mio ultimo libro su Come rimuovere le cause strutturali delle migrazioni, per consentire ai popoli di vivere in modo dignitoso e felice nella propria patria oppure in una nuova terra, per superare sia l’assistenzialismo (o il buonismo) e sia il respingimento (o le barricate).
Ho scritto questo libro con l’obiettivo di aiutare le persone a compiere azioni quotidiane, chiamati nuovi stili di vita, che possono rimuovere le cause strutturali delle migrazioni, togliendo così l’alibi che non si può far niente di fronte a “questa economia che uccide” (usando le parole di papa Francesco). Infatti nel libro presento 10 nuove prassi che tutti possono fare ogni giorno per lavorare a monte del problema, rimuovendo le radici del male.
Il libro, che ha come titolo Dipende da noi, contiene anche un decalogo con approfondimenti: dieci cose concrete che tutti possono fare per rimuovere le cause strutturali delle migrazioni. Inoltre, ho fatto stampare anche un segnalibro che contiene il decalogo in sintesi da utilizzarsi insieme con il libro, ma anche da distribuire in altre occasioni.

Saluti e grazie.
Adriano Sella

QUI è possibile scaricare il segnalibro contenente il decalogo.

Come Missio Giovani Lodi ne abbiamo alcune copie gia stampate, se desiderate averne qualcuno, contattateci, saremo lieti di condividerli con voi.

guarire dalla corruzione bergoglioGuarire dalla Corruzione di Jose Maria Bergoglio

Edito dalla EMI, Guarire dalla Corruzione, traduce un documento del 2005 dell’allora arcivescovo di Buenos Aires, Jose Maria Bergoglio, oggi per noi semplicemente Papa Francesco.

 

 

 

 

Guarire dalla Corruzione

Questo documento dell’arcivescovo di Buenos Aires, allora cardinale Jose Maria Bergoglio, oggi Papa Francesco, è un documento senza tempo. Parte dalle cause antropologiche della corruzione per giungere fino al profondo della natura umana, al cuore di ogni individuo. “Peccatore sì, corrotto no!” questo il grido di Francesco che passa in disamina tutte le caratteristiche e le peculiarità del corrotto. Francesco ci guida in un viaggio tra Vangelo e tempo presente, tra malcostume e pratiche comuni per farci comprendere sino in fondo le radici della corruzione, ricordandoci che il nostro Padre ci ha dato l’arma più formidabile che esista, l’Amore.

Decolonizzare L'immaginarioOggi recensiamo un libro della serie “Cittadini sul Pianeta” della EMI.

Decolonizzare l’Immaginario – Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo di Serge Latouche. III edizione. EMI.

Serge Latouche è professore emerito di Scienze economiche all’Università di Paris-Sud. Specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali.
Decolonizzare l’Immaginario – Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo
Decolonizzare l’Immaginario è un libro intervista a Serge Latouche, padre della “decrescita felice”.
Come ha sintetizzato l’economista inglese Kenneth Boulding: “Pensare di poter crescere in maniera infinita in un pianeta finito è o da pazzi o da economisti”. Serge Latouche cerca di scuoterci, di indicarci una via, cerca di farci abbandonare il “pensiero unico” secondo cui solo aumentando il PIL, aumentando la spesa pro-capite, consumando, consumando e consumando in un circolo vizioso garantiremo una crescita economica che ci farà stare meglio tutti.
Qualcuno si è fermato a chiedersi se sia necessario crescere per vivere meglio? Il PIL misura la felicità pro-capite? Oppure è un parametro che serve agli economisti per tenerci in scacco? A fronte di un’ondata di criminalità vengono venduti molti allarmi e quindi aumenta il PIL. Se la gente è sempre pià stressata e depressa comprerà più medicine e farà aumentare il PIL. E se questo PIL non fosse il miglior modo per misurare il benessere di una nazione?
Serge Latouche ci spiega il suo pensiero e ci mostra che se vogliamo possiamo cambiare, qualcuno ha gia cominciato a farlo, ma se non lo facciamo tutti insieme non sarà possibile, come tutte le rivoluzioni deve partire dal basso.
E allora? Decolonizziamo il nostro immaginario, smantelliamo quella serie di preconcetti, utilizziamo un po’ di creatività e incominciamo a chiederci se ci sia o meno un senso logico dietro a certe scelte economico-politiche. Ma noi piccoli e insignificanti contribuenti cosa possiamo fare? Serge Latouche prova a suggerircelo.
Consigliato a chi è dubbioso riguardo alla “descrescita” e crede che l’unica strada per il futuro sia il continuo arricchimento economico.
Imperdibile per chi ha gia intuito che nel nostro sistema economico c’è qualcosa che non va, sa che c’è qualcosa di sbagliato, se lo sente addosso, ma non riescie a capire cosa sia. Forse questo libro potrà aiutarti a fare nuovi passi nella tua ricerca personale.

accogliereglistranieri
Oggi recensiamo un libro della serie “fare misericordia” promossa dalla EMI per il Giubileo straordinario della Misericordia.
Accogliere gli stranieri. Non siamo “padroni a casa nostra” di padre Kizito Sesana

 

 

Accogliere gli stranieri. Non siamo “padroni a casa nostra”

Presentazione dell’autore: cristianamente, ospitare è tensione e profezia di fraternità. Ospitando impariamo che libertà e amore ci qualificano come umani, e che per restare umani dobbiamo esercitare libertà e amore sempre, altrimenti ci atrofizziamo. In quest’ottica l’ospitalità nella casa comune, di cui papa Francesco parla lungo tutta l’enciclica Laudato si’, diventa pratica di liberazione personale e comunitaria. Il messaggio di papa Francesco non deve essere quindi interpretato come una “ingerenza” nella politica, ma come il Vangelo vissuto veramente che “costringe le leggi, i regolamenti, i confini, soprattutto i confini mentali, ad adeguarsi alla vita”. Affinché non sia più illogico, pericoloso, persino illegale aprire la propria casa a una persona sconosciuta.

Recensione: leggere i racconti di un missionario che ha passato 30 anni della sua vita nelle baraccopoli in Kenya e Zambia fa venire la pelle d’oca e lascia con quel senso di inquietudine che ti apre a nuovi orizzonti. Nel suo libro padre Kizito ci racconta come è stato accolto, straniero in terra africana, da chi non ha quasi nulla da offrire ma quel poco che ha te lo dona con gioia. Insomma, non certo il trattamento che stiamo riservando ai nostri fratelli migranti …

Attraverso piccole storie derivate dalla sua quotidianità nei centri di accoglienza per bambini e ragazzi, Kizito ci interroga su alcuni punti focali della vita del cristiano: la centralità dell’incontro con l’Altro e l’accoglienza del prossimo.

Consigliato a chi ama farsi scuotere da un po’ di sana missionarietà!

Imperdibile per chi ha ancora qualche dubbio sull’ospitare i migranti nel nostro paese.

iostoconlacicalaOggi recensiamo un “infralibro” della EMI.

Io sto con la cicala perché la formica è turbocapitalista di Fausto Gusmeroli

 

 

 

 

Io sto con la cicala perché la formica è turbocapitalista

Presentazione dell’autore: Crisi. Ossia krísis:  trasformazione.
Siamo alle soglie di una svolta epocale, paragonabile a quella che diecimila anni fa rese i raccoglitori-cacciatori una società rurale, o a quella che nel Settecento introdusse la società industriale. Come allora, il sistema appare oggi al collasso.
Il cambiamento, un vero sovvertimento, comincerà da un altro modo di guardare alla vita, al domani. Con gli occhi della cicala, è la provocazione di questo libretto. E se fosse lei ad avere ragione, invece della formica di Esopo? Nella favola, la formica è accumulo, crescita a tutti i costi, competizione, fretta… Egoismo.
La cicala è utopia.
«Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l’avara formica.
Io sto con la cicala,
che il più bel canto non vende,
regala» (Gianni Rodari)

Recensione: Questo libro si integra perfettamente con il messaggio della Laudato Sì di Papa Francesco, solo che è stato scritto qualche anno prima!

Siamo davvero sicuri che accumulare sia giusto? Gesù non ci chiede di lasciare tutto e seguirlo? Il modello su cui si basa la nostra società, che elogia la laboriosa formica per disprezzare quella fannullona della cicala, non ci ha fatto perdere la bussola? Siamo tutti impegnati a lavorare, fare, correre ma forse dedichiamo troppo poco tempo allo stare, al vivere, all’assaporare. Non siamo forse sempre alla ricerca di altro senza goderci quello che già abbiamo?

Questi ed altri quesiti filosofici vengono affrontati dall’autore mettendosi dal punto di vista della cicala, considerando l’avara formica una metafora della nostra società.

Consigliato per chi condivide il messaggio della Laudato sì.

Indispensabile per chi ancora crede che la nostra società possa e debba ancora progredire.

elogioinsicurezza_emiOggi recensiamo un “infralibro” della EMI.
Elogio dell’insicurezza di Lucia Cosmetico

 

 

 

 

Elogio dell’insicurezza

Presentazione dell’autrice: C’era una volta l’insicurezza, che danzava e scherzava nei prati, ovviamente senza sapere dove andare. C’era una volta il gusto del rischio, che esponeva al fallimento ma dava anche la possibilità di realizzare sogni. C’era una volta la libertà di movimento, che facilitava e incoraggiava gli incontri tra gli umani. Poi, un giorno, arrivo la sicurezza e disse: Amici, è tempo di avere paura. È tempo di chiuderci in casa e accendere il televisore per guardare il telegiornale della sera. Dopo i primi cinque minuti di fuochi incrociati di disgrazie, omicidi, stupri e altra fiorita cronaca nera, concorderete con me che uscire potrebbe davvero costarvi la vita. Dunque, che fare? Dosi massicce di televisione e antidepressivi, a ondate alternate. Per dimenticare, giorno dopo giorno, l’ebbrezza di quell’aria fresca che vi spingeva ad aprire la porta e a scendere per la strada cantando. Ma l’insicurezza non è morta. E ha deciso di mettersi a parlare. Scrivendo un suo personale Elogio.

Nostra Recensione: siamo davvero sicuri di aver bisogno di tutta questa sicurezza? Siamo davvero sicuri che ci servano le inferriate alle finestre, i sistemi di allarme, i codici di blocco del telefono, un’assicurazione su qualsiasi cosa?

E poi il messaggio cristiano non si basa sull’insicurezza della fede? Il Signore ci chiede di lasciare tutto e fidarci di lui, di lasciare qualsiasi genere di sicurezza per perdersi nell’unica vera certezza, il suo amore per noi.

Consigliato agli amanti della sicurezza e a chi qualche volta si chiede: “ma tutta questa sicurezza è davvero necessaria?”.

Imperdibile per chi è alla ricerca della sua strada!

Scheda del libro sul sito della EMI

copertinailrifugio Un paio di anni fa durante un’assemblea nazionale di Missio Giovani in CEI, ci fu consigliato di leggere “Il Rifugio” di W. Paul Young. Il consigliatore (di cui non riporterò il nome, poi capirete perchè) ci disse di leggerlo cercando di andare a fondo, senza disincanto, senza prenderlo come un romanzo ma senza prenderlo come un libro dispensatore di risposte. Insomma, un libro che aiuti in qualche modo a riflettere. All’epoca ordinai il libro di ritorno da Roma salvo dimenticarlo nella libreria. Quest’estate ho finalmente trovato il tempo per gustarmelo e vorrei condividere con voi alcune riflessioni oltre che estendere il consiglio di leggerlo! Tutto questo senza “spoilerare” nulla!

Questo libro parla di ferite, della fragilità umana che si tramuta in autodifesa nei confronti del prossimo. Questo libro parla di Dio, della trinità, della difficoltà di avere fede. Non credo che questo libro sia pieno di eresie, credo che sia il modo in cui l’autore vede e pensa Dio. Se tutti avessimo la stessa medesima idea di Dio, di Gesù, dello Spirito Santo e della Trinità penso ci dovremmo preoccupare di essere stati “catechizzati” modello “lavaggio del cervello”.

Sarà sincero, alcune intuizioni dell’autore mi hanno fatto parecchio pensare. Altre mi hanno fatto sorridere, altre ancora mi hanno quasi fatto piangere. Non credo che questo libro possa definirsi blasfemo, perlomeno non lo si può condannare citando a supporto frasi dell’antico testamento senza lasciarsi interrogare da alcune pungenti provocazioni dell’autore.

Eretico? Blasfemo? Come ti son venute queste cose? Mentre cercavo l’immagine della copertina di questo post mi sono imbattuto in un articolo dell’associazione genitori cattolici, che trovate qui (attenzione, nell’articolo vi spoilerano metà delle cose divertenti del libro, per cui vi consiglio di leggere l’articolo dei genitori cattolici solo dopo aver letto il libro). Questa cosa mi ha sconvolto. Ok, non lo darei da leggere a mio figlio (anche perché a 7 mesi credo se lo leccherebbe tutto e lo distruggerebbe in parte) però di certo non mi sento di condannarlo perché alcune idee possono essere non convenzionali.

Certamente non è un libro da prendere alla lettera ma non è nemmeno un libro da prendere alla leggera! E’ un ausilio ad interrogarsi su alcune questioni che fanno parte del proprio cammino di fede e del proprio percorso di vita. Non credo che interrogarsi sia di per se un male, penso che qualche dubbio ogni tanto serva a crescere, serva a smuoversi, serva a risvegliarsi dal torpore della routine quotidiana, serva a ricordarci di riprendere a camminare.

Vale la pena correre il rischio? Secondo i nostri fratelli conservatori no, dovremmo starne alla larga. Personalmente correrei il rischio …

Buona Lettura

Andrea