Forse dovremmo essere come Tommaso

Alcuni giorni fa sono andato a trovare un amico prete.
Durante il nostro incontro gli ho chiesto del rapporto tra la sua parrocchia e i migranti ospitati in paese presso una struttura privata.
Il panico si è dipinto nei suoi occhi. “Questo paese è difficile” mi ha detto, “sono molto chiusi, non riescono ad accettarli”. Alché ho incominciato ad incalzarlo di domande mettendolo sempre più in difficoltà. La discussione è durata più di mezz’ora, onde evitare di tediarvi sintetizzerei le sue risposte così: “Non posso mettermi in gioco direttamente perchè ho alcuni tuttofare in parrocchia che sono contrari ai migranti e rischio di giocarmi la loro disponibilità”. “Non posso espormi più di tanto perchè persino il consiglio pastorale parrocchiale interpellato in merito non ha espresso idee o proposte, lasciando a me l’onere si scontentare la comunità”. “La comunità non è pronta e non ho la più pallida idea di come fargli cambiare idea”.
Per quanto piacevole possa essere l’incontro con un amico, la questione mi ha lasciato con l’amaro in bocca facendomi porre alcuni interrogativi che vorrei condividere:
Il Papa ci ricorda con provocazioni quotidiane che dobbiamo metterci in gioco, dare fastidio, ci ricorda che il cristiano è un “guastafeste” nel nome di Dio, che dobbiamo metterci dalla parte dei poveri e dobbiamo essere missionari per attrazione non per proselitismo.
Come possiamo essere missionari per attrazione se ci chiudiamo in sacrestia? Come possiamo metterci dalla parte dei poveri se abbiamo paura? E poi, paura di cosa, di metterci in gioco? Paura dell’uomo nero, alla nostra età? Paura di perdere il nostro status quo? Semplice paura di qualcosa di nuovo?
Sembra quasi fossimo nel celebre passo del Vangelo di Giovanni(Gv 20, 19–25) del quale ci ricordiamo solo di Tommaso “l’incredulo”. Di quel passo ci dimentichiamo sempre di una cosa fondamentale: Tommaso non c’era perchè era fuori mentre gli altri dieci erano chiusi a doppia mandata per timore dei giudei! Noi prendiamo in giro l’unico apostolo che ha avuto il coraggio di uscire! L’unico che è andato a cercare Gesù!
Forse ci farebbe bene fare un po’ come San Tommaso e andare a cercare Gesù fuori invece che aspettarlo nel tepore delle nostre protette comunità.
Forse scopriremo che possiamo incontrarlo nel nostro fratello, mentre stringiamo la mano ad un migrante facendolo sentire un po’ a casa, perchè nella sua casa, forse, non ci potrà più tornare.
Forse smetteremo di pensare a noi stessi e incominceremo a mettere in pratica il Vangelo, amando il nostro prossimo.
Forse uscendo ci passerà un po’ di paura e quando ritorneremo in comunità Gesù ci farà un bel regalo, solo per noi, come per Tommaso, il coraggioso.

Andrea

Comments are closed.