“Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano”

Ecco come incomincia la mia avventura di 3 mesi in Mozambico, una frase trovata in un Bacio Perugina offertomi dal centro missionario di Lodi alla vigilia della mia partenza.

E fu così che rimasi incantata dal “mato” (foresta) mozambicano della missione comboniana di Lurio-Chipene a nord del paese nella provincia di Nampula dove gli unici bianchi presenti sono i missionari e io inconsciamente per gli abitanti del posto divenni la nuova suora salutandomi di buon mattino: “Bom dia Irma!” (Buongiorno Suora!)

Ho avuto l’onore di conoscere la congregazione delle Suore Comboniane in particolare: il lavoro di pastorale ed evangelizzazione delle comunità con Irma Rosineide, l’impegno che svolge Irma Maria nel Lar (studentato) con le ragazze della scuola secondaria e l’inesauribile energia di Irma Angeles nel seguire la missione nel suo aspetto domestico (la raccolta della frutta, l’allevamento degli animali, il mantenimento della casa…) ed infermieristico aiutando e confortando i malati che erano poco seguiti all’ospedale statale.

Diverse tra loro ma con un elemento che accomuna tutte: l’amore per il povero.

Sono arrivata impreparata su ciò che mi aspettava (la realtà del posto e soprattutto per quanto riguarda la coniugazione dei verbi in portoghese!), ma nel complesso sono riuscita a cavarmela non tanto a seguire le ragazze del Lar nella lettura o nel cercare di spiegare il meccanismo delle tabelline…. Quanto a relazionarmi con loro, creare un rapporto di amicizia / fiducia e incominciare confrontarci sugli stili di vita reciproci, mentre le accompagnavo alle loro attività quotidiane durante l’arco della giornata: raccogliere la legna per il fuoco, andare a prendere l’acqua nel pozzo più vicino per cucinare (io comunque ci provavo a mettere il secchio pieno d’acqua in testa…. ma lasciamo perdere….)

Il tempo sembra non bastare mai, questi 3 mesi per me sono volati in un soffio… e in questo soffio ho partecipato alla preparazione delle cresime, ho accompagnato i giovani della parrocchia all’incontro della diocesi di Nacala per la Giornata Mondiale della Gioventù, ho seguito le ragazze del Lar con il finire del primo semestre scolastico, ho ascoltato le storie dei malati e dei bimbi denutriti dell’ospedale che una volta faceva parte della missione, ho incontrato le comunità e sono stata accolta nella tipica famiglia macua (popolazione che si trova a nord del Mozambico), mangiando insieme i prodotti della loro “machamba” (coltivazioni) e dormendo nella “palhota” sul loro “letto”.

Sono stati importanti anche i chilometri percorsi, o meglio, le ore passate in macchina su strade sterrate per raggiungere villaggi o arrivare in città approfittando dei “supermercati” per rifornire la dispensa della missione, dei distributori per fare il pieno di benzina e l’incertezza di arrivare a destinazione senza aver cambiato una gomma o rimanendo completamente a piedi. Ecco questo ha cambiato la mia concezione di distanza e afferrare il termine di vastità.

Oltre alle Comboniane ho avuto modo di stringere amicizie con tanti missionari di altre congregazioni e volontari di altre nazionalità!

Grazie a tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di vivere questa esperienza unica soprattutto a Elena Gaboardi che è stata il contatto principale nel dare il via al mio viaggio mozambicano e che mi ha accompagnata durante il mio percorso. Bellissimi sono stati gli ultimi 15 giorni del mio “passaggio” in Mozambico dove ho seguito Elena nel suo lavoro di microcredito a Mueria insieme ad altre 5 ragazze del campo estivo organizzato dal centro missionario di Lodi.

Mana Vale (per coloro che hanno saputo che non sono Irma!)

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