Lettera di Elena – “Saluti e novità mozambicane” – 28 Giugno 2016

Eccomi Don Peppino e amici carissimi!

Cerco di riprendere il filo dell’ultima e-mail per aggiornarvi sulla situazione mozambicana vicina e lontana!!!

A livello nazionale la crisi politica, militare ed economica non dà purtroppo segnali di miglioramento. Al contrario, scandali finanziari di proporzioni colossali che vedono coinvolto il precedente presidente della repubblica hanno bloccato persino i trasferimenti della Banca Mondiale con conseguente ulteriore svalutazione della moneta locale (siamo ormai oltre i 70 meticais per euro quando, in tempi “non sospetti” il cambio si era mantenuto stabile per anni attorno ai 35 meticais per euro) che perde sempre più potere d’acquisto.

Sembra, intanto, che siano stati fatti dei passi verso la ripresa del dialogo tra le due parti in causa nel conflitto ripreso da fine 2013 ma, purtroppo, non se ne decifra l’autenticità dato che, proprio mentre nella capitale erano in corso le trattative, nel centro del paese erano in corso attacchi!

In compenso la gente comune, soprattutto qui in area rurale, è del tutto ignara di quel che succede attorno, dato che le informazioni non circolano o sono distorte. Resta come significativo sentore il costo della vita sempre più alto. L’unico prezzo non ancora toccato è quello della benzina che, probabilmente, provocherebbe troppo “rumore” avendo come conseguenza l’aumento di tutti i trasporti pubblici.

Tutte dinamiche ormai tristemente consolidate in tanti paesi africani dove la democrazia muove i primi passi, la classe dirigente è corrotta fino al collo e i “veterani” della democrazia, cosiddetti paesi sviluppati, ne approfittano per continuare, sotto altre vesti, a sfruttare le risorse naturali senza alcun rispetto per l’ambiente o per chi lo abita…. anzi, a volte pure con il pretesto di portare lo sviluppo!!!!!

Il nostro progettino di microcredito da quest’anno si è parzialmente integrato con un progetto di sicurezza alimentare che la Caritas Diocesana (di cui la sottoscritta è coordinatrice) ha iniziato proprio in questo mese. Piccoli passi avanti. Si è pensato di riproporre alcune idee del progetto di microcredito (nello specifico orti con relativi pozzi e prestito caprino) ad altre tre Parrocchie della nostra Diocesi. Il progetto è stato approvato e finanziato dalla Caritas Britannica, sempre in paternariato con l’Ong Essor e le scuole agrarie presenti nelle parrocchie che forniscono il personale tecnico. Per me personalmente sarà una bella occasione anche per conoscere più da vicino le famiglie di altre zone non costiere, le loro abitudini agricole (che, già dai primi approcci, si differenziano in parte dal litorale), le difficoltà che incontrano.

Per dirne una, nel primo contatto con un agricoltore di una di quelle comunità, arrivando a casa sua ho incontrato la moglie che mi ha avvisato che il marito era già partito per il lavoro dei campi. Ha mandato il figlio ad accompagnarmi nel campo e…. questo era distante una quindicina di Km da casa. Antonio era partito alle 3 del mattino, avrebbe lavorato fino alle 4 del pomeriggio raccogliendo a mano il cotone, rincasando all’imbrunire! Quando sento dire che gli africani non han voglia di lavorare farei volentieri un bello scambio alla pari…. che dite?

Mi piacerebbe tanto pensare che, così come si era riflettuto insieme con voi, un giorno la Caritas potesse assumere per intero anche il nostro microcredito, dando continuità e sostenibilità al lavoro svolto indipendentemente dalla mia presenza qui (non che stia pensando di lasciare!!!). Ciò che manca è dare alla Caritas Diocesana una struttura stabile, cosa che al momento manca essendo costituita solo da 5 persone di buona volontà ma senza sede, mezzi, personale ecc. (non potete certo pensare come termine di paragone la Caritas Diocesana di Lodi!!!). Vi confido però che una cosa che ho vissuto sulla pelle in questi anni è che la Provvidenza esiste davvero e quando è volontà di Qualcuno, alcuni disegni e progetti sembrano andare avanti da soli, ci superano! Non intendo certo dire che non bisogna darsi da fare e allora inizieremo in questo senso a muovere i primi passi (qualcosa è già stato fatto) almeno per il riconoscimento legale della stessa, vedendo se poi ne seguiranno altri.

Sempre come la Caritas si è ottenuto il finanziamento dalla Caritas Italiana di un piccolo progetto di riforestazione che coinvolgerà tutte le Parrocchie della Diocesi (di cui vi aggiornerò più avanti) così come un contributo degli amici “Amici del Marajò” destinato alla formazione degli animatori e, in parte, ancora da destinare.

Il lavoro coi nostri gruppi di microcredito prosegue bene. I mesi di giugno e luglio sono dedicati, tra l’altro, alla banca delle sementi in cui ogni famiglia depone sementi selezionate di mais, fagioli, arachidi per le prossime semine. Già, qui le esigenze di mercato non obbligano ancora a prodotti ibridi, per cui le famiglie non sono ancora costrette a comprare le sementi, fabbricandole “in proprio”. L’iniziativa sembra andare ogni anno meglio tant’è che in uno dei gruppi è sorta l’esigenza di immagazzinare “in proprio” le sementi anziché depositarle nei magazzini (si, ormai due tra Mueria e Cavà), del progetto. Sarà un’esperienza pilota in cui il gruppo si è accollato la costruzione del magazzino in “arte povera”, mentre il progetto ha fornito tre grandi bidoni (da 500 Kg ciascuno) da riempire di prodotti che si vogliono conservare fino a fine anno. In effetti il costo dei bidoni sarebbe proprio proibitivo per le famiglie. Il vantaggio é che, oltre a dare un passo verso l’autogestione, si potranno immagazzinare quantità ulteriori rispetto alle sementi, approfittando dell’aumento dei prezzi per un guadagno maggiore. Di solito invece (cosa assurda), chi guadagna di più sul lavoro faticosissimo e interamente manuale dei campi sono i commercianti che comprano e rivendono qualche mese dopo con prezzi centuplicati! Oltre ai prodotti immagazzinati, si son presi i contatti con i convitti presenti presso altre missioni per la vendita dell’esubero prodotto dalle famiglie (e quest’anno il raccolto è stato buono) con prezzi perlomeno giusti.

Gli orti quest’anno sono stati estesi a tutti i gruppi. Si, anche ai due di Cavà che non hanno ancora il pozzo (la cui realizzazione è prevista per quest’anno), ma che, approfittando di zone limitrofe ai fiumi, han fatto davvero un bel lavoro! Bravi!!! Una parte degli ortaggi è consumata in famiglia mentre un’altra parte è destinata alla vendita. Qualcuno degli orti, meno fortunati, ha subito attacchi di parassiti e cavallette che sono combattuti con pesticidi naturali (a base di peperoncino, tabacco, sapone aglio ecc.).

Il rimborso delle capre da parte di coloro che le hanno ricevute in prestito procede con regolarità e, qualcuno che ha già concluso la restituzione, si è potuto permettere dei piccoli investimenti come l’acquisto di un materasso matrimoniale, di un altro appezzamento di terreno da coltivare o l’iscrizione di un figlio alla scuola secondaria.

Per i rimborsi dei crediti in denaro la scadenza è ancora un po’ lontana (fine settembre, ottobre, novembre). Ciò nonostante siamo già al 30% delle restituzioni.

Ecco… spero di non avervi stufato troppo e quindi mi fermo qui. Un abbraccio formato Africa a tutti voi. Aspetto vostre notizie!!!

Elena

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