Padre Dorino Livraghi – Natale 2013

Carissimi amici, parenti e persone che vi interessate al mio lavoro,

vi scrivo da Gallarate, dove si trova la comunità religiosa gesuita alla quale appartengo quando vengo in Italia, per augurarvi un Santo Natale felice e benedetto da Dio.

Questo pomeriggio ho deciso di farmi un regalo, mi sono accordato sei giorni di silenzio e di preghiera per meglio prepararmi al Natale e per cercare presso il buon Dio luce e grazie per me, per voi e per tutti coloro che mi sono cari a Bangui e nella Repubblica Centrafricana.

Avrei voluto essere già a Bangui. Avevo preso un biglietto per il 17/12/13. Ma poi, i medici mi hanno chiesto di rimandare la partenza di un mesetto, al fine di poter verificare se l’operazione chirurgica fatta recentemente è andata bene. Sono dunque ancora nel freddo italiano, anche se il cuore è già a Bangui.

E a Bangui fa molto caldo! Non parlo della temperatura ambiente, ma della situazione disastrosa che il paese sta attraversando da una decina di mesi. Nei giorni scorsi anche alcuni mezzi di informazione italiani hanno evocato la violenza che si è scatenata nella capitale della RCA e nell’insieme del paese. Ciò che rende la situazione più tragica è il fatto che, nonostante gli sforzi di vescovi, pastori protestanti e imam mussulmani, per affermare che non si tratta di un conflitto religioso tra cristiani e mussulmani, di fatto questa connotazione prende sempre più piede. Anche là dove da decine d’anni cristiani e mussulmani hanno sempre vissuto insieme pacificamente, rischiano di trovarsi in guerra gli uni contro gli altri. E’ chiaro che c’è gente che soffia sul fuoco e che fa di tutto per inasprire il conflitto.

Da una settimana circa 1600 militari francesi sono sbarcati in RCA con la missione di pacificare la capitale e l’insieme del paese, appoggiando in questo i 6000 uomini delle truppe africane della MISCA (Mission Internationale de soutien à la Centrafrique), che non sono ancora al completo. Gli abitanti di Bangui attendono molto dall’intervento dei francesi e hanno fiducia nella loro efficacia. Ma il compito di questi soldati è molto difficile. Tanto i ribelli che hanno preso il potere, i Seleka, quanto i gruppi di autodifesa, gli anti-balaka (anti-machete) non vogliono deporre le armi e oppongono resistenza. Già almeno due francesi sono stati uccisi.

A Bangui i miei confratelli si sono già mobilizzati per un lavoro di sensibilizzazione in favore della pace e della riconciliazione tra cristiani e mussulmani e tra tutti i centrafricani.

Unitevi alla mia e alla nostra preghiera per ottenere dal ‘Dio con noi’, l’Emmanuele, la riconciliazione e la pace, per un popolo che da lunghi mesi sta vivendo una vera passione e non cessa di contare i suoi morti.

Da che sono in Italia, ho ricevuto molti segni di simpatia e comprensione, e molte persone mi hanno dato aiuti generosi. A tutti e a ciascuno dico un grazie sincero. Anche se la mia memoria non mi permette di ricordarmi di tutti, sappiate tuttavia che vi affido tutti alla memoria del buon Dio. Lui non dimentica e, senz’altro, ricambia generosamente i vostri gesti.

Un caloroso augurio di Natale e di Buon Anno a tutti, che sarò felice di rinnovarvi se avrò ancora l’occasione di incontrarvi.

Un abbraccio a tutti.

P. Dorino Livraghi sj

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