William Paul Young – Il Rifugio

copertinailrifugio Un paio di anni fa durante un’assemblea nazionale di Missio Giovani in CEI, ci fu consigliato di leggere “Il Rifugio” di W. Paul Young. Il consigliatore (di cui non riporterò il nome, poi capirete perchè) ci disse di leggerlo cercando di andare a fondo, senza disincanto, senza prenderlo come un romanzo ma senza prenderlo come un libro dispensatore di risposte. Insomma, un libro che aiuti in qualche modo a riflettere. All’epoca ordinai il libro di ritorno da Roma salvo dimenticarlo nella libreria. Quest’estate ho finalmente trovato il tempo per gustarmelo e vorrei condividere con voi alcune riflessioni oltre che estendere il consiglio di leggerlo! Tutto questo senza “spoilerare” nulla!

Questo libro parla di ferite, della fragilità umana che si tramuta in autodifesa nei confronti del prossimo. Questo libro parla di Dio, della trinità, della difficoltà di avere fede. Non credo che questo libro sia pieno di eresie, credo che sia il modo in cui l’autore vede e pensa Dio. Se tutti avessimo la stessa medesima idea di Dio, di Gesù, dello Spirito Santo e della Trinità penso ci dovremmo preoccupare di essere stati “catechizzati” modello “lavaggio del cervello”.

Sarà sincero, alcune intuizioni dell’autore mi hanno fatto parecchio pensare. Altre mi hanno fatto sorridere, altre ancora mi hanno quasi fatto piangere. Non credo che questo libro possa definirsi blasfemo, perlomeno non lo si può condannare citando a supporto frasi dell’antico testamento senza lasciarsi interrogare da alcune pungenti provocazioni dell’autore.

Eretico? Blasfemo? Come ti son venute queste cose? Mentre cercavo l’immagine della copertina di questo post mi sono imbattuto in un articolo dell’associazione genitori cattolici, che trovate qui (attenzione, nell’articolo vi spoilerano metà delle cose divertenti del libro, per cui vi consiglio di leggere l’articolo dei genitori cattolici solo dopo aver letto il libro). Questa cosa mi ha sconvolto. Ok, non lo darei da leggere a mio figlio (anche perché a 7 mesi credo se lo leccherebbe tutto e lo distruggerebbe in parte) però di certo non mi sento di condannarlo perché alcune idee possono essere non convenzionali.

Certamente non è un libro da prendere alla lettera ma non è nemmeno un libro da prendere alla leggera! E’ un ausilio ad interrogarsi su alcune questioni che fanno parte del proprio cammino di fede e del proprio percorso di vita. Non credo che interrogarsi sia di per se un male, penso che qualche dubbio ogni tanto serva a crescere, serva a smuoversi, serva a risvegliarsi dal torpore della routine quotidiana, serva a ricordarci di riprendere a camminare.

Vale la pena correre il rischio? Secondo i nostri fratelli conservatori no, dovremmo starne alla larga. Personalmente correrei il rischio …

Buona Lettura

Andrea

 

 

Comments are closed.